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La serie che usiamo come riferimento quando nessuno ha configurato quel mese. La pubblichiamo perché serve a fare una cosa sola, e farla bene: confrontare la bolletta che un cliente ha in mano con il mercato del suo periodo.
Perché sono due mercati diversi. Nel 2026 il PUN è passato da circa 0,114 €/kWh a febbraio a 0,156 a luglio — il +37% — prezzare con l’indice di oggi una bolletta di sei mesi fa non è un’imprecisione, è un confronto fra periodi diversi presentato come risparmio. Il cliente lo scopre alla prima fattura, quando il risparmio annunciato non si vede. Questa tabella riporta il PUN per fascia oraria (F1, F2, F3) e la sua media monoraria, più l’indice del gas, da ottobre 2024 a settembre 2026. I valori vengono da serie pubblicate che riprendono i dati del Gestore dei Mercati Energetici e di Snam, e coincidono alla quinta cifra decimale con il «PUN_INDEX_GME» stampato sulle nostre fatture.
PUN in €/kWh per fascia oraria, con la media monoraria pesata 33% F1 · 21% F2 · 46% F3. Gas in €/Smc.
| Mese | F1 | F2 | F3 | Monoraria | Gas |
|---|---|---|---|---|---|
| settembre 2026 | 0,20635 | 0,22758 | 0,19702 | 0,20652 | 0,8592 * |
| agosto 2026 | 0,17452 | 0,20435 | 0,17172 | 0,17950 | 0,7006 * |
| luglio 2026 | 0,15420 | 0,16938 | 0,15226 | 0,15650 | 0,6171 * |
| giugno 2026 | 0,12576 | 0,15170 | 0,12724 | 0,13189 | 0,5109 * |
| maggio 2026 | 0,10717 | 0,13144 | 0,12081 | 0,11854 | 0,5133 * |
| aprile 2026 | 0,11114 | 0,13826 | 0,11663 | 0,11936 | 0,5011 * |
| marzo 2026 | 0,14302 | 0,15391 | 0,13809 | 0,14304 | 0,5803 * |
| febbraio 2026 | 0,12228 | 0,11984 | 0,10530 | 0,11396 | 0,3791 * |
| gennaio 2026 | 0,15350 | 0,13740 | 0,11829 | 0,13392 | 0,4128 * |
| dicembre 2025 | 0,13009 | 0,11998 | 0,10432 | 0,11611 | 0,3328 * |
| novembre 2025 | 0,12959 | 0,12402 | 0,10551 | 0,11734 | 0,3541 * |
| ottobre 2025 | 0,11783 | 0,12166 | 0,09948 | 0,11019 | 0,3621 * |
| settembre 2025 | 0,10959 | 0,12093 | 0,10188 | 0,10843 | 0,3764 * |
| agosto 2025 | 0,10558 | 0,11797 | 0,10604 | 0,10839 | 0,3835 * |
| luglio 2025 | 0,10896 | 0,12710 | 0,10846 | 0,11254 | 0,3995 * |
| giugno 2025 | 0,11306 | 0,12676 | 0,10363 | 0,11160 | 0,4263 * |
| maggio 2025 | 0,08909 | 0,11064 | 0,08711 | 0,09271 | 0,4051 * |
| aprile 2025 | 0,09584 | 0,11508 | 0,09505 | 0,09952 | 0,4045 * |
| marzo 2025 | 0,12168 | 0,13486 | 0,11165 | 0,11983 | 0,4595 * |
| febbraio 2025 | 0,15764 | 0,15895 | 0,13991 | 0,14976 | 0,5701 * |
| gennaio 2025 | 0,15832 | 0,15161 | 0,12854 | 0,14321 | 0,5351 * |
| dicembre 2024 | 0,15847 | 0,14593 | 0,11581 | 0,13621 | 0,5136 * |
| novembre 2024 | 0,14559 | 0,13738 | 0,11713 | 0,13077 | 0,4864 * |
| ottobre 2024 | 0,12378 | 0,12663 | 0,10527 | 0,11586 | 0,4387 * |
Fin qui sappiamo. La luce arriva a settembre 2026, il gas a settembre 2026. Oltre, il motore dice che non lo sa invece di inventarlo: è la differenza fra un calcolo che si ferma e uno che sbaglia in silenzio. L’asterisco segnala i mesi in cui il gas usa la serie PSBIL invece del PSV, come fa il motore.
Serie mensili pubblicate che riprendono i dati del Gestore dei Mercati Energetici per il PUN e di Snam per il PSV. Sono aggregatori, non le fonti primarie, e lo scriviamo: una tabella di prezzi pubblicata senza dire da dove viene chiede una fiducia che non si è guadagnata.
Il riscontro. Il valore «PUN_INDEX_GME» stampato sulle nostre fatture coincide alla quinta cifra decimale, e coincide anche con una bolletta di un altro fornitore caricata da un cliente nel simulatore. Un secondo aggregatore indipendente conferma alla terza cifra. Non è una fonte che si somiglia: è la stessa serie vista da tre parti.
Non è un listino. L’indice che finisce su una fattura è quello configurato dall’azienda che vende, e vince sempre su questa tabella. Qui c’è il ripiego di quando quel mese non è stato configurato: serve a non tirare a indovinare, non a decidere al posto di nessuno.
Si parte dal mese di competenza, non dalla data della fattura: una bolletta emessa a settembre di solito riguarda luglio o agosto. Si prende il PUN di quel mese in questa tabella — la media monoraria se il contatore non è per fasce, altrimenti F1, F2 e F3 — e lo si sottrae al prezzo dell’energia riportato in bolletta: la differenza è lo spread che si sta pagando. Confrontare con il PUN di oggi non dice niente: fra febbraio e luglio 2026 l’indice si è mosso del 37%, e lo stesso spread sembra ottimo o pessimo a seconda del mese che si guarda.
Da serie mensili pubblicate che riprendono i dati del Gestore dei Mercati Energetici per il PUN e di Snam per il PSV. Non sono fonti primarie, e lo diciamo: sono aggregatori. Per questo li abbiamo incrociati con quello che avevamo in casa — il valore «PUN_INDEX_GME» stampato sulle nostre fatture coincide alla quinta cifra decimale, e coincide anche con quello di una bolletta di un altro fornitore caricata da un cliente. Un secondo aggregatore indipendente conferma alla terza cifra.
Perché il prezzo dell’energia all’ingrosso cambia con l’ora del giorno: F1 sono i giorni feriali dalle 8 alle 19, F2 le prime e ultime ore feriali e il sabato in fascia diurna, F3 le notti, le domeniche e i festivi. Una bolletta monoraria applica una media pesata: noi usiamo 33% F1, 21% F2, 46% F3, che è la ripartizione tipica di un consumo domestico. Su un profilo diverso — un negozio aperto solo di giorno, un impianto che gira di notte — quella media non descrive la stessa bolletta.
Per capire l’andamento sì; per fatturare no, e la differenza è importante. Nel gestionale l’indice che si applica è quello configurato dall’azienda, e vince sempre su questa tabella: qui c’è il ripiego che usiamo quando nessuno ha configurato quel mese, non un valore che scavalca chi lo ha deciso. Serve a non tirare a indovinare, non a decidere al posto tuo.
Il motore dice che non li conosce, invece di inventarli. Prima che questa tabella esistesse, un mese non configurato faceva ripiegare il calcolo sull’indice atteso dell’anno — un numero piatto — senza avvisare nessuno: su una bolletta di luglio 2026 significava prezzare l’energia il 26% in meno del vero, a nostro favore. Un risparmio annunciato più grande di quello che la prima bolletta avrebbe confermato è il modo più veloce per perdere un cliente appena preso.
Perché il confronto con la bolletta che il cliente ha in mano si fa sul suo periodo, non su oggi. Nel 2026 la media monoraria del PUN è passata da 0,11396 €/kWh a febbraio a 0,15650 a luglio, il 37% in più: prezzare con l’indice di oggi una bolletta di sei mesi fa non è un’imprecisione, è confrontare due mercati diversi e chiamarlo risparmio. È la ragione per cui questa tabella esiste.
Carica una bolletta e il confronto si fa con l’indice del suo mese, per fascia. È lo stesso motore che poi emette le fatture: quello che promette è quello che fattura.
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